Sovrasta l’intera parete absidale con immagini ispirate all’iconografia della Chiesa Orientale e rappresenta i vari momenti del Mistero della salvezza, percorrendo tutto l’anno liturgico. Dal suo nascere la basilica cristiana ha espresso all’interno cicli pittorici che rendessero presente la salvezza operata da Dio per l’uomo e celebrata dalla comunità cristiana nei ventun misteri della vita di Cristo. Questi cicli, comuni alle chiese del primo millennio, si cristallizzano nell’iconostasi: una parete rivestita di icone che velano il luogo della celebrazione dei Misteri. Con il Concilio Vaticano II, che sposta l’altare per ridargli la centralità che aveva sempre avuto, il Ciclo pittorico sopra l’assemblea, genialmente rinnova i cicli delle antiche basiliche aiutando l’assemblea cristiana a partecipare con una catechesi visiva e immediata ai misteri che celebra. L’icona coglie la presenza di Dio.
Il pittore di icone non imita ma essenzialmente abbatte un muro di separazione, fa comunicare “questo e l’altro mondo”. L’arte sacra delle icone non è inventata dagli artisti, è un’istituzione che viene dai Santi Padri e dalla tradizione della Chiesa: come la Chiesa contempla il mistero di Dio e la Sua Incarnazione. La prospettiva, convessa, è rovesciata: il cielo annunzia un evento a colui che guarda. L’apparente rigidità delle figure ne sottolinea la potenza interiore.

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