Trasfigurazione

Dio si comunica all’uomo come luce: così si mostrò sul Sinai e così si rivela nella Trasfigurazione del suo Figlio. La luce è il dono che Dio fa di tutto se stesso. La Trasfigurazione è la visione della SS. Trinità e Cristo appare nello splendore della sua gloria divina, trasfigurato davanti agli apostoli. Dio fa udire la sua voce: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”. La voce del Padre rivela la verità divina e sconvolge gli Apostoli. C’è contrasto tra la pace che avvolge Cristo, Mosè, Elia e il movimento degli Apostoli. Pietro è inginocchiato, Giovanni cade voltando le spalle alla luce, Giacomo fugge e cade all’indietro. La Trasfigurazione non è solo del Signore, ma anche degli Apostoli che ricevettero la grazia di vedere l’umanità di Cristo come un corpo di luce, contemplare la sua gloria nascosta sotto la “kenosis” e preannuncia quella che attende tutti i cristiani, mostrando in sé la natura umana rivestita della bellezza originale. Elia e Mosè ebbero la visione di Dio e i loro mantelli hanno forme affilate perché, quando è proclamata, la Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada” (Eb 4,12). Cristo, al centro di cerchi concentrici che rappresentano l’universo creato, parla con loro della sua passione gloriosa. La luce è la stessa che si manifesterà nella gloria della sua seconda venuta, la Parusia. Attorno a Cristo i Profeti che preannunziarono la sua venuta. La Trasfigurazione di cui gli apostoli sono testimoni è una breve apparizione dell’ottavo Giorno, della “Nuova Terra”. Per questo Pietro voleva “piantare le tende” e istallarsi nel Regno prima che la storia della salvezza giungesse a compimento ma non riceve risposta. Solo attraverso la Croce vengono la Risurrezione ed il Regno.

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