Cristo ha appena detto: “In verità vi dico, uno di voi mi tradirà”. I discepoli si domandano chi sia il traditore e Pietro fa un cenno a Giovanni seduto vicino a Gesù, dicendogli: “Di’, chi è costui a cui si riferisce ?”. Cristo risponde: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà”. II traditore è Giuda, vestito di azzurro e rosso, tonalità brillanti simbolo dell’amore al mondo e alla sua gloria. Il manto nero avvolge Gesù a significare la sua passione e morte: Cristo entra nelle tenebre del peccato prendendo su di sé tradimento, inimicizia, rifiuto. Sulla tavola i segni dell’Eucaristia: la coppa del vino e il pane “questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”, ma il pane non è più solo segno di liberazione dalla schiavitù dell’Egitto ma il Corpo di Cristo consegnato a tutti gli uomini. Così la coppa del vino non è più solo segno dell’entrata nella terra di Canaan, ma il sangue della Nuova Alleanza, versato per tutti in remissione dei peccati. L’Eucaristia innesta ogni cristiano nella Pasqua di Cristo, nel suo passaggio dalla morte alla Vita Eterna.