II racconto evangelico tace sulle circostanze della Resurrezione e l’iconografia rispetta questo mistero, rappresentando sempre la tomba vuota. È l’alba, le donne si recano al sepolcro e hanno nelle mani oli aromatici e mirra per imbalsamare il corpo di Gesù. Le loro vesti hanno colori crepuscolari: la notte sta cedendo all’aurora. Un angelo in vesti dorate in cui traspare la luce del giorno senza tramonto che Cristo ha inaugurato, è seduto sulla pietra che chiudeva il sepolcro e che è stata rotolata via. La tomba è vuota: la vita è altrove. L’angelo porta la Buona Notizia: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato” e indica la tomba e le bende mortuarie. Ci sono diverse analogie con la Natività: la grotta buia, la mangiatoia-sepolcro e le fasce-bende. II mistero dell’incarnazione è giunto a compimento. Delle donne una ha l’aureola: è la Maddalena, peccatrice trasformata dall’amore di Cristo e immagine della Chiesa alla quale il Signore ha donato una nuova natura rendendola sua sposa. La Chiesa incontrerà Cristo nello spirito, lo vedrà nell’evangelizzazione, potrà annunciare a tutti gli uomini che hanno un Padre nel Cielo.