Cristo entra nella città di Davide cavalcando un asinello, secondo l’annuncio del profeta: “Esulta figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, figlio d’asina”. Nella sinistra reca un rotolo “Di me è scritto che io faccia la tua volontà” (Sal 40,8-9). Egli sta andando a compiere la volontà del Padre ma gli apostoli, in gruppo, non comprendono: davanti a tutti Giovanni e Pietro, vestito di giallo, segno del suo rinnegamento. Questa veste lo contraddistinguerà sempre e ricorderà anche a noi che possiamo portare i nostri tradimenti, sapendo che potremo essere santi sulla parola di Cristo che ci conosce e ci salva. Tra i personaggi che acclamano Gesù ci sono molti ricchi che si riconoscono per il loro abbigliamento ma solo un bambino, figlio di poveri, mette il mantello sotto la cavalcatura del Signore: I “piccoli” accolgono il Messia. Gerusalemme ha il tempio al suo centro e sulla roccia, una quercia, simbolo della Chiesa.