Il Signore con la sua discesa agli inferi ha annientato l’avversario e con la sua ascensione ha esaltato l’uomo. L’icona annuncia la vittoria sulla morte, sull’inferno e lo scopo della salvezza: la nostra umanità è introdotta definitivamente nell’esistenza celeste tramite l’umanità di Cristo. Quindi la nostra patria è nei cieli. L’Ascensione è già inizio della Pentecoste che è realizzazione della preghiera di Gesù: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore (lo Spirito Santo)” (Gv 14, 16). Il Cristo, in un cerchio di sfere cosmiche, da dove si irradia la sua gloria, stende la destra in un gesto di benedizione e di invio. Sotto il segno di questa benedizione gli Apostoli diventano il fondamento della Chiesa. La Vergine, immagine della Chiesa, è rappresentata da due angeli al di sotto di Cristo che ne è il capo. L’estremità delle braccia alzate degli angeli e i piedi della Vergine formano i tre punti di un triangolo simbolo della SS. Trinità, di cui la Chiesa è l’impronta. Gli Apostoli, in due gruppi, formano un cerchio e mostrano la Chiesa inscritta nel segno dell’eternità e dell’amore tra il Padre e il Figlio. Nel gruppo degli apostoli c’è San Pietro, alla sinistra San Paolo, che non fu testimone dell’Ascensione, ma che tuttavia appartiene al nucleo apostolico. Il Cristo è sostenuto nel suo allontanarsi da due angeli, testimoni della sua incarnazione. L’icona, invertendo la direzione del movimento del Cristo, rappresenta il ritorno del Signore: la Parusia. È ciò che annunciano i due angeli tra gli apostoli.