INGRESSO A GERUSALEMME

Ingresso - Cristo.jpg (76391 byte)

Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, prese dei rami di palme e uscì intorno a lui gridando: "Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!"

Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: "non temere figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d'asina".

(Gv 12, 12-15)

 

Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, sopra un puledro, figlio d'asina.

(Zc 9, 9)

Cristo entra nella città cavalcando un asinello, secondo quando annuncia il profeta. Alle sue spalle si erge il monte degli Ulivi da cui è sceso per entrare in Gerusalemme. Nella sinistra ha un rotolo "sul rotolo di me è scritto che io faccia la tua volontà" (Sal 40, 8-9). Egli sta andando a compiere la volontà del Padre. Gli apostoli non comprendono e si guardano l'un l'altro. Davanti a tutti Giovanni e Pietro, vestito di giallo, segno del suo rinnegamento. Tra i personaggi che acclamano Gesù ci sono molti ricchi che si riconoscono per il loro abbigliamento ma solo un bambino, figlio di poveri, mette un mantello sotto la cavalcatura del Signore; i "piccoli" accolgono il Messia. Sullo Gerusalemme con il tempio al centro svettante per le sue ampie cupole e sulla roccia una quercia, simbolo della Chiesa, che colma il vuoto tra il monte di Dio, la montagna messianica posta a sinistra, e la città di Sion, posta sulla destra, simbolo dell'umanità. In diverse icone classiche Gesù è raffigurato con la propria persona rivolta verso gli apostoli con il volto verso Gerusalemme, nella tavola di Argüello il Nazareno si volta a guardare il gruppo di apostoli che rappresentano il popolo nuovo.