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Nella
parte centrale del ciclo pittorico è raffigurata la Deesis (devhsi,
supplica). Così è chiamata la raffigurazione di Cristo in trono, con
alla sua destra la Vergine Maria a lui rivolta con le braccia sollevate,
leggermente curva in atto di supplica e, alla sua sinistra, San Giovanni
Battista pure rivolto nello stesso atteggiamento di supplica. Il Battista
(cioè Battezzatore) chiamato anche Pròdromos, cioè il Precursore, è
riconosciuto dalla barba (generalmente a 5 punte) e dalla capigliatura
incolta.
L'immagine
della Deesis è sovrastata da una fascia di colore verde sorretta da due
angeli. Sulla fascia la luna, il sole e le stelle ad indicare l'universo e
al centro di essa l'Arca dell'Alleanza.
Il
Cristo Pantocratore, l'onnipotente, viene alla fine dei tempi nella gloria
della sua divinità a giudicare la terra. L'icona svela la potenza di Dio
nascosta sotto le spoglie mortali del Cristo. Il Figlio dell'uomo
annunziato dalle scritture, disprezzato e deriso nella sua prima venuta al
mondo viene nella sua seconda come giudice giusto per giudicare i vivi e i
morti. Nella sinistra tiene il libro della vita su cui legge "amate i
vostri nemici", parole che sono il cuore della nuova alleanza. Gesù
è l'immagine di Dio e dell'uomo. In lui vincitore della morte, queste
parole sono ora realizzabili nella nostra vita e su di esse saremo
giudicati. Nel libro della vita si legge anche "vengo presto" un
incoraggiamento, invito alla perseveranza per mantenere salda la fede. Il
Pantocrator esprime l'attesa escatologica dell'assemblea cristiana che
nella celebrazione eucaristica sperimenta la presenza viva del Cristo, la
conferma della fede e il desiderio della venuta finale del Signore che
segna la vittoria definitiva sul male e sulla morte. L'immagine svela
l'orientamento della storia verso il suo punto conclusivo: l'incontro con
Cristo che viene e tende ad un fine di pienezza di vita in Dio.
Il
Pantocrator converge a sé tutto il ciclo pittorico, la sua figura si
stacca dal fondo dell'oro e sembra venirci incontro per farci partecipe
della sua trasfigurazione finale e vittoriosa.
Il
Cristo con la destra benedice, iscritto nelle tre sfere cosmiche di cui la
blu rappresenta la terra, la nera la morte che circonda la terra e la
terza, celeste, rappresenta il cielo. La figura di Cristo spezza il
cerchio della morte e unisce la terra al cielo. I quattro angoli rossi
sono immagine degli evangelisti che annunciano e preparano la seconda
venuta di Cristo nel mondo.
Il
volto del Pantocrator ha ispirato l'artista in modo particolare. Il volto
con occhi grandi come un bambino, un Cristo umile. Nella tradizione antica
Cristo ritornava severo, come appare nelle chiese di rito bizantino; nel
dipinto di Argüello il Cristo ha un volto pieno di amore e di attenzione
compassionevole.
Esso
ci ricorda quanto detto da S. Giovanni della Croce, che alla sera della
vita saremo giudicati sull'amore.
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