CROCIFISSIONE

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Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocefissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo.

Pilato compose anche l'inscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei:"

(Gv 19, 17-19)

  

Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

(Gv 19, 26-27)

La croce è l'albero della vita piantato sul Calvario. Il piede della croce poggia su una caverna nera dove la leggenda vuole che riposi la testa di Abramo. Il Gòlgota è infatti il "luogo del cranio". Nel progenitore tutta l'umanità è bagnata dal sangue di Cristo che è segno di redenzione. Sulla croce Gesù reclinerà il capo, nella volontà del Padre, le sue braccia aperte sono segno della sua totale donazione. Maria e Giovanni sono ai piedi della croce. Maria tende la mani in segno di accoglienza: in Giovanni essa riceve ogni cristiano. Il suo senso che ha portato il Figlio di Dio ora porta l'intera umanità di cui viene Madre. La testa abbassata e gli occhi socchiusi sembrano ripetere ciò che disse all'angelo dell'annunciazione: "ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola". Dietro la scena dalla crocifissione corre un alto muro merlato che rappresenta le mura di Gerusalemme. Gesù, uomo dei dolori su cui ricadono tutti i peccati dell'umanità ha donato la sua vita fuori dalla città, trasformando in tempio divino il suo corpo crocifisso per amore. Romano il Melode nei suoi Inni immagina Gesù dall'alto della Croce si rivolga a sua madre dicendo: "…Madre, aquieta il tuo dolore (…) non lasciare che il giorno della passione possa apparire giornata amara, perché io, la dolcezza, sono disceso dal cielo come la manna: non come una volta sul Sinai, ma nel tuo seno (…) comprendilo, santa, sono io, il Verbo che si è fatto carne. In questa carne io soffro, ma in essa, pure, io opero la salvezza".