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La
croce è l'albero della vita piantato sul Calvario. Il piede della croce
poggia su una caverna nera dove la leggenda vuole che riposi la testa di
Abramo. Il Gòlgota è infatti il "luogo del cranio". Nel
progenitore tutta l'umanità è bagnata dal sangue di Cristo che è segno
di redenzione. Sulla croce Gesù reclinerà il capo, nella volontà del
Padre, le sue braccia aperte sono segno della sua totale donazione. Maria
e Giovanni sono ai piedi della croce. Maria tende la mani in segno di
accoglienza: in Giovanni essa riceve ogni cristiano. Il suo senso che ha
portato il Figlio di Dio ora porta l'intera umanità di cui viene Madre.
La testa abbassata e gli occhi socchiusi sembrano ripetere ciò che disse
all'angelo dell'annunciazione: "ecco la serva del Signore, si faccia
di me secondo la tua parola". Dietro la scena dalla crocifissione
corre un alto muro merlato che rappresenta le mura di Gerusalemme. Gesù,
uomo dei dolori su cui ricadono tutti i peccati dell'umanità ha donato la
sua vita fuori dalla città, trasformando in tempio divino il suo corpo
crocifisso per amore. Romano il Melode nei suoi Inni immagina Gesù
dall'alto della Croce si rivolga a sua madre dicendo: "…Madre,
aquieta il tuo dolore (…) non lasciare che il giorno della passione
possa apparire giornata amara, perché io, la dolcezza, sono disceso dal
cielo come la manna: non come una volta sul Sinai, ma nel tuo seno (…)
comprendilo, santa, sono io, il Verbo che si è fatto carne. In questa
carne io soffro, ma in essa, pure, io opero la salvezza". |