TOMBA VUOTA

 
 

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare ad imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. (…) entrando nel sepolcro videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete come vi ha detto".

Mc 16,1-7

 

Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri undici, parlò a voce alta così: "uomini di Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret (…) dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha resuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere".

At 2, 22-24

Anche in questo caso l'icona esprime il mistero della Resurrezione di Gesù, come nella precedente nella Discesa agli inferi. Il racconto evangelico non dice niente sulle circostanze della Risurrezione e l'iconografia rispetta questo mistero, perciò la rappresenta sempre con la tomba vuota. E' l'alba, le donne si recano al sepolcro e hanno nelle mani piccoli involucri contenenti oli aromatici e mirra per imbalsamare il corpo di Gesù. Le loro vesti hanno colori crepuscolari: le ombre della notte stanno cedendo all'aurora. Di lato, un angelo in vesti dorate in cui traspare la luce senza tramonto che Cristo ha inaugurato. Il messaggero è seduto sulla pietra che chiudeva il sepolcro e che è stata fatta rotolare via. Al centro la tomba vuota e le bende mortuarie: la vita è altrove.

Diverse le analogie con la Natività: la grotta buia, la mangiatoia-sepolcro e le fasce-bende. Il mistero dell'incarnazione è giunto a compimento. Delle tre donne una ha l'aureola. E' la Maddalena, la peccatrice trasformata dall'amore di Cristo. Essa è immagine della Chiesa alla quale il Signore ha donato una nuova vita. Francisco Argüello, nel commentare il suo ciclo pittorico, su quest'icona tra le altre cose ha sottolineato "l'astrazione di questa tomba, che sembra una rotaia del treno che va fino all'infinito, come la morte che attraversa la vita degli uomini".